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Per maggiori informazioni contattaci all'indirizzo gas-imola(at)googlegroups.com

G.A.S. PDF Stampa E-mail
Scritto da Amministratore   
Lunedì 19 Gennaio 2009 14:58
COSA SONO I GRUPPI D’ACQUISTO SOLIDALE?
Un gruppo d’acquisto e’ formato da un insieme di persone che decidono di  incontrarsi per acquistare all’ingrosso prodotti alimentari o di uso comune, da ridistribuire tra loro.
Sì ma.... perchè si chiama solidale?
Un gruppo d’acquisto diventa solidale nel momento in cui decide di utilizzare il concetto di solidarietà come criterio guida nella scelta dei prodotti. Solidarietà che parte dai membri del gruppo e si estende ai piccoli produttori che forniscono i prodotti, al rispetto dell’ambiente, ai popoli del sud del mondo e a coloro che - a causa della ingiusta ripartizione delle ricchezze - subiscono le conseguenze inique di questo modello di sviluppo.
Perchè nasce un gas?
Ogni gas nasce per motivazioni proprie, spesso però alla base vi e’ una critica profonda verso il modello di consumo e di economia globale ora imperante, insieme alla ricerca di una alternativa praticabile da subito. Il gruppo aiuta a non sentirsi soli nella propria critica al consumismo, a scambiarsi esperienze ed appoggio, a verificare le proprie scelte.
Come nasce un gas?
Uno comincia a parlare dell’idea degli acquisti collettivi nel proprio giro di amici, e se trova altri interessati si forma il gruppo. Insieme ci si occupa di ricercare nella zona piccoli produttori rispettosi dell'’uomo e dell'ambiente, di raccogliere gli ordini tra chi aderisce, di acquistare i prodotti e distribuirli...e si parte!
Ultimo aggiornamento Lunedì 19 Gennaio 2009 15:01
 
la storia del nostro gruppo PDF Stampa E-mail
Scritto da Amministratore   
Lunedì 19 Gennaio 2009 14:41
Il Gas di Imola
Il Gruppo di Acquisto Solidale (GAS) di Imola si costituisce nel 2001 come “Gruppo per il consumo critico e il commercio equo e solidale” all’interno dell’Imola Social Forum. Per consumo critico si intende la pratica di organizzare le proprie abitudini di acquisto e di consumo in modo da accordare la propria preferenza ai beni che sono caratterizzati da alcune modalità di produzione, come: la sostenibilità ambientale del processo produttivo, l'eticità del trattamento accordato ai lavoratori, la giusta redditività per i produttori e il giusto prezzo per i consumatori. Il commercio equo e solidale, è un sistema di distribuzione commerciale ideato per far arrivare nelle nostre case prodotti provenenti da Paesi lontani nel rispetto dei diritti economici e sociali dei lavoratori che li hanno realizzati, sottraendosi alle imposizioni inique dell'attuale organizzazione commerciale internazionale.
La prima uscita pubblica dal gruppo si ha nel dicembre 2001 con la campagna “Fai un dono di pace”, con cui si invitavano i cittadini imolesi a compiere i loro acquisti natalizi nei negozi del commercio equo e solidale, sottraendosi alle lusinghe del consumismo fine a se stesso e spesso dannoso per l’ambiente.
Successivamente il gruppo, unitamente a numerosi genitori, promuove un’assemblea pubblica in cui chiede alle amministrazioni locali (Comuni e ASL) l’introduzione di alimenti biologici nelle scuole per l’infanzia, proposta che poi verrà parzialmente accolta.
Poi il gruppo si organizza anche come GAS, per sperimentare concretamente la possibilità di effettuare acquisti collettivi di prodotti sani, a basso impatto ambientale e ottenuti senza lo sfruttamento di chi ha contribuito a produrli. Inizia quindi la ricerca e la visita a produttori e fornitori di prodotto biologici, preferibilmente locali, scelti in base ai criteri che il gruppo ha stabilito, la programmazione e gestione degli ordini, la distribuzione fra i soci del GAS.
Nella primavera dal 2003, in seguito all’invasione dell’Iraq, il gruppo organizza l’iniziativa “Fuori la guerra dalla tua spesa. Non dare soldi a chi fa e sostiene la guerra” con cui sollecita i cittadini a ridurre i consumi petroliferi, diminuendo così gli utili delle compagnie petrolifere beneficiarie degli introiti di guerra, boicottare le industrie finanziatrici del conflitto, ritirare i propri risparmi dalle banche presso cui si effettuano i pagamenti del commercio mondiale di armi, le cosiddette “banche armate”.
L’anno scorso il GAS, unitamente ad altre forze politiche e sociali, promuove sul territorio la campagna per la raccolta di firme in calce alla proposta di legge di iniziativa popolare per “l’acqua bene comune”, superando le mille firme.
Ed ora, per favorire i consumatori orientati ad acquistare ad un giusto prezzo prodotti biologici, ma che non sono disposti ad impegnarsi nel GAS, e i produttori locali che non trovano sbocco sul mercato, l’idea di organizzare il Mercol Bio, dove può avvenire questo incontro diretto, eliminando i costi intermedi e riducendo l’inquinamento ambientale dovuto ai trasporti e agli imballaggi.
Ultimo aggiornamento Lunedì 19 Gennaio 2009 14:57
 
per aspiranti gasisti PDF Stampa E-mail
Scritto da Amministratore   
Giovedì 15 Gennaio 2009 11:01

È possibile acquistare e consumare prodotti sani, a basso impatto ambientale e ottenuti senza lo sfruttamento di chi ha contribuito a produrli? È possibile, ma non è semplice.
Non è semplice perché dove andiamo a fare la spesa, i supermercati, troviamo per lo più marche di multinazionali che, per massimizzare i loro profitti, sfruttano i lavoratori e i piccoli produttori, dispongono di merci la cui produzione e trasporto hanno contribuito ad inquinare l'ambiente.
Spesso il consumatore non è a conoscenza di queste problematiche e sceglie il prodotto solamente in base al suo prezzo o alla pubblicità che ha visto in televisione. Ecco allora l'esigenza di informarsi per potere fare "consumo critico", che significa scegliere il prodotto sulla base dell'eticità dell'azienda che lo produce, al fine di non rendersi complici di crimini contro l'ambiente e contro gli uomini. Certo fare consumo critico continuando a fare acquisti al supermercato è molto difficile, ecco allora che nasce l'esigenza di creare un GAS (Gruppo di Acquisto Solidale).
Il gruppo ha il compito di ricercare e visitare nuovi fornitori biologici, preferibilmente locali, sceglierli in base a criteri che si è fissato, gestire gli ordini di prodotti e distribuirli fra i soci. Esistono già molti gruppi in giro per l'Italia; il nostro gruppo, il GAS Imola, si è costituito nel settembre 2002. Il primo passo che abbiamo compiuto è stato quello di definire le caratteristiche che i nostri fornitori devono avere.

Eccole in ordine di importanza:
1.    I prodotti devono essere biologici e/o ecocompatibili e/o equo e solidali
Perché vogliamo mangiare sano e vivere in un ambiente pulito, perché non utilizzano pesticidi, diserbanti, concimi chimici, che inquinano e consumano energia, ma invece rispettano la terra,  perché vogliamo che anche nei paesi del sud del mondo si possa lavorare e vivere con dignità.. Così possiamo anche mangiare cose naturali, recuperandone i sapori.
2.    I produttori devono  essere locali
La prima ricerca dei fornitori deve essere effettuata sul territorio, nel comune di Imola o nei comuni più prossimi. Qualora, per completare la gamma dei prodotti da comprare, non si trovino produttori locali che rispettino i nostri criteri, si acquistano da altri territori.
Perché i prodotti locali e tradizionali sono portatori di cultura e di identità che rischiano di scomparire sotto la spinta uniformatrice del mercato globale. Consumare prodotti tradizionali significa proteggere la biodiversità. Non ultimo perché si riduce notevolmente l'impatto ambientale del trasporto delle merci.
3.    I produttori devono essere prioritariamente associazioni o cooperative sociali
come seconda scelta cooperative o imprese di singoli che rispettino criteri di partecipazione, democrazia, trasparenza, rispetto dei lavoratori.
4.    Il fornitore deve essere produttore / trasformatore
e non solo commerciante (tranne per il caso dei prodotti del commercio equo e solidale), e deve essere data priorità a quei produttori che hanno più difficile accesso al mercato. Perché fare Gas è anche una pratica di boicottaggio verso un sistema economico che non ci piace, è un attacco diretto alla logica spietata delle multinazionali che affamano i produttori al sud come al nord del mondo.
5.    Gli imballaggi dei prodotti devono garantire il minimo impatto ambientale
Perché vuoti a rendere, confezioni riciclabili, confezioni che utilizzino materiale riciclato sono aspetti che spesso dimentichiamo di applicare ed hanno invece un impatto rilevante a livello sociale ed ambientale.

Più del risparmio a noi interessa pagare un prezzo giusto al produttore, che gli consenta di coprire le sue spese e di vivere dignitosamente, proprio come il commercio equo e solidale fa con i piccoli produttori del terzo mondo.

Il nostro gruppo è una libera associazione non costituita; i componenti prestano volontariamente lavoro all'interno del gruppo, Attualmente siamo una ventina di gruppi famigliari (single, coppie , coppie con figli, ecc.). Il nostro metodo di lavoro è collettivo; ognuno di noi segue qualcosa:
-ricerca dei produttori. Di solito andiamo a visitarli, per accertarci che, oltre ad essere biologici, abbiano anche dei rapporti corretti con eventuali dipendenti o collaboratori;
-ognuno di noi mantiene i rapporti con uno o più fornitori, raccoglie gli ordini (che avvengono periodicamente, secondo la tipologia del prodotto), li invia al produttore, accoglie la merce, la smista secondo gli ordini e consegna i prodotti ai membri del Gas;
-c'è chi segue l'amministrazione (tiene i conti e fa pagare ad ognuno di noi la merce che ha ricevuto, senza nessun ricarico, se non quello dei costi di spedizione);
-c'è la responsabile della nostra mailing list, che ci consente (per chi non è presente alle riunioni) di fare comunque gli ordini e di passarci velocemente le informazioni sulle iniziative che ci vedono impegnati.

E' quindi un Gas dove ognuno fa qualcosa, non una semplice mailing list in cui raccogliere gli ordini e poi solo due-tre persone svolgono tutto il lavoro.
A volte si tratta di approfondire alcuni argomenti riguardanti il consumo critico, altre volte di fare gli ordini, altre volte di realizzare delle cose, come il mercatino bio che ha preso il via il 7 maggio 2008. Attualmente ci stiamo occupando della possibilità di acquistare energia elettrica da società che la producono da fonti rinnovabili.

Per maggiori informazioni: ill gruppo di acquisto di Imola si riunisce ogni 2 martedì presso la sede COBAS in via Selice 6/b (zona centro storico) alle ore 20.30 circa. Potete venire di persona o contattarci al gasimola(at)libero.it

In estate solitamente sospendiamo le riunioni.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 15 Ottobre 2014 22:23
 




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